Avrei potuto affidare a qualche esperto, a qualche critico letterario, all'amico diventato professore, la presentazione di questa raccolta di poesie. Non l'ho fatto per due motivi: il primo è che avrei potuto trovarmi una critica sdolcinata e favorevole, magari piena di riferimenti, ipotesi e considerazioni da me mai pensate e volute; il secondo è che avrei potuto riceverne una stroncatura in partenza e quindi ci sarebbe voluto un bel coraggio nel portare avanti il "progetto".
Il mio pensiero, queste poesie vanno allora prese ed accettate per quello che sono e dicono chiaramente e forse proprio nella loro semplicità di lettura e di messaggio sta un poco la loro valenza e la loro godibilità. Non avrò detto grandi cose, non sarò stato molto originale, l'italiano espresso non sarà dei più forbiti, troverete di sicuro qualche ripetizione, sta di fatto che quello che ho espresso mi dà quasi la certezza che verrà capito e, apprezzato o meno, risponde perfettamente alle mie intenzioni e alla sincera volontà proprio di farmi capire. La motivazione principale di questa raccolta va poi vista attraverso l'irrefrenabile voglia che prende tutti coloro, e io sono tra questi, di vedersi pubblicare qualcosa di personale che lasci traccia, mandi segnali, abbia riscontri e arrivi all'intima soddisfazione di essere anche in parte ripagati per l'impegno profuso.
Nel mio caso poi, ma credo non sia unico, il tutto è supportato da una felice intesa in ambito farniliare che ha dato la definitiva spinta per arrivare all' "operazione libro" che non si aspetta risvolti di successo o particolari attenzioni, ma semplicemente una dignitosa accoglienza in ambito amicale e qualche sperabile interessamento da chi mi conosce solo come cantastorie popolare o vivace intrattenitore.
La confessione si ferma qui e già quando uno si libera di un peso (i miei perché) sta meglio, molto meglio, come io adesso. lo che ho il piacere di lasciarvi alla lettura spassionata e critica di quanto scritto con la non nascosta speranza di avere da voi qualche segnale positivo. Chissà: "a na s'  sa mai cum'èla ".
Wainer Mazza